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Crisi d'impresa e dell'insolvenza, in G.U. il nuovo Codice

Esce di scena dall’ordinamento il termine “fallimento”, al suo posto dovrà essere utilizzata l’espressione “liquidazione giudiziale”. Nuovi alert serviranno a mettere in luce, con congruo anticipo, la crisi, nella prospettiva del risanamento dell'impresa e del soddisfacimento dei creditori. Corsia preferenziale per le proposte di liquidazione che contemplino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale. Maggiori poteri e responsabilità per il collegio sindacale ed il sindaco unico. Nuovi doveri agli amministratori chiamati ad istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale.

 

Sono queste soltanto alcune delle novità contenute nel nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, introdotto nell’ordinamento dal D.Lgs. n. 14/2019, attuativo della Legge n. 155/2017, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale (G.U. Serie Generale n. 38 del 14 febbraio 2019 - Suppl. Ordinario n. 6). Le nuove diposizioni, che entreranno in vigore per la maggior parte il 15 agosto 2020, disciplinano “le situazioni di crisi d’insolvenza del debitore, sia esso consumatore o professionista, ovvero imprenditore che eserciti, anche non a fini di lucro, un'attività commerciale, artigiana o agricola, operando quale persona fisica, persona giuridica o altro ente collettivo, gruppo di imprese o società pubblica, con esclusione dello Stato e degli enti pubblici”.

 

Il nuovo Decreto si compone di 391 articoli, suddivisi in quattro Parti:

  • Parte Prima “Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza”, suddivisa a sua volta in dieci Titoli;
  • Parte Seconda “Modifiche al Codice Civile”;
  • Parte Terza “Garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire”;
  • Parte Quarta “Disposizioni finali e transitorie”.

 

(da Fiscopiù)

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