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Dichiarazione non finanziaria: pubblicata la circolare Assonime sulle novità della legge di bilancio 2019

Assonime ha pubblicato la circolare n. 4 dell’11 febbraio 2019 contenente una disamina delle novità portate dalla legge di bilancio 2019 in tema di dichiarazione non finanziaria.

 

Ricordiamo che il D. Lgs. 254/2016, in attuazione della direttiva 2014/95/UE, ha introdotto l’obbligo di redigere annualmente la dichiarazione di carattere non finanziario su base individuale o consolidata.

La dichiarazione di carattere non finanziario può essere contenuta nella relazione sulla gestione oppure costituire un documento a sé.

 

I soggetti obbligati sono gli enti di interesse pubblico di cui all’art. 16 comma 1 del D. Lgs. 39/2010 che, avendo registrato un numero di dipendenti medi nell’esercizio superiore a 500, alla data della chiusura del bilancio abbiano superato almeno uno dei seguenti limiti: totale dell’attivo dello stato patrimoniale superiore a 20 milioni di euro, totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiore a 40 milioni di euro.

 

L’art. 1 comma 1073 della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019) amplia il contenuto della dichiarazione di carattere non finanziario modificando l’art.3 comma 1 lettera c) del suddetto D. Lgs. 254/2016. Viene stabilito infatti, che la dichiarazione di carattere non finanziario deve contenere, oltre alla descrizione dei principali rischi concernenti i temi ambientali, sociali, il personale, il rispetto dei diritti umani e la lotta alla corruzione, anche le modalità di gestione degli stessi rischi. 

 

Il legislatore non fornisce indicazioni in merito all’esercizio di prima applicazione delle nuove norme contenute nella legge di bilancio, tuttavia, poiché le disposizioni contenute in tale legge entrano in vigore il primo gennaio 2019 “vi sono argomenti per ritenere, in punto di diritto, che esse si applichino alle dichiarazioni non finanziarie relative a esercizi che hanno inizio a partire da quella data”.

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