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Fatture false e distruzione di documenti contabili possono concorrere

04 Agosto 2017 |

Cass. pen. sez. III 21 luglio 2017, n. 36049

Falso in bilancio

L’emissione di fatture per operazioni inesistenti e l’occultamento o distruzione di documenti contabili sono due reati distinti: possono pertanto concorrere tra loro senza che l’uno assorba l’altro. Lo spiegano i giudici della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza del 21 luglio 2017 n. 36049, con la quale gli Ermellini hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imprenditore.

 Secondo i giudici della Suprema Corte in tema di reati tributari, il delitto di cui all’art. 10 del D.Lgs. n. 74/2000 è integrato in tutti i casi in cui la distruzione o l’occultamento della documentazione contabile dell’impresa non consenta o renda difficoltosa la ricostruzione delle operazioni. Nel caso in esame, la documentazione non era stata reperita. Va quindi osservato che le condotte dell’art. 8, stesso Decreto e dell’art. 10 sono distinte: non necessariamente chi emette fatture per operazioni inesistenti commette anche il diverso reato previsto dall’art. 10 del D.Lgs. n. 74/2000.

 I Giudici, concludendo la loro analisi, hanno quindi potuto esprimere il principio di diritto secondo il quale “i reati previsti dagli artt. 8 e 10 del D.Lgs. n. 74/2000, emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento o distruzione di documenti contabili, sono distinti e possono concorrere senza che l’occultamento o la distruzione di documenti contabili assorba il diverso reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, poiché tra le due ipotesi non sussiste nessun rapporto di specialità in considerazione della diversità dell’elemento oggettivo”. 

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