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L'autovalutazione del collegio sindacale, le indicazioni del CNDCEC

Il collegio sindacale è tenuto a verificare il corretto e l’efficace funzionamento dell’organo e la sua adeguata composizione.

A tal fine, il collegio conduce un processo di autovalutazione con periodicità almeno annuale. Nel durante, il collegio monitora l’attuazione delle misure correttive già deliberate.

Il processo di autovalutazione è riportato in due documenti:

  • una descrizione analitica degli esiti del processo ( di seguito, il Documento),
  • la relazione di autovalutazione: una sintesi del suddetto documento.

 

Nelle società quotate documento e relazione devono riportare le dichiarazioni dei singoli componenti il collegio sindacale in merito a:

  • onorabilità e professionalità (art. 148 TUF, regolamento MEF n. 162/2000)
  • indipendenza (art. 144 novies, comma 1 ter Regolamento emittenti)
  • limiti su numero incarichi (art.148 bis TUF, artt da 144 duodecies a 144 quindecies Regolamento emittenti)
  • ulteriori eventuali requisiti richiesti da statuto, codice di autodisciplina, eventuali norme di settore.

 

Il collegio sindacale, alla fine del processo di autovalutazione, redige un apposito verbale riportato a libro insieme a documento e relazione.

La relazione è inviata al consiglio di amministrazione che ne tiene conto nella relazione al governo societario.

Il documento è suddiviso in tre parti

  • Descrizione del processo di autovalutazione
  • L’autovalutazione dei profili soggettivi e del funzionamento del collegio sindacale
  • Conclusioni

Contenuto e struttura delle tre parti sono descritti nel dettaglio dal documento CNDCEC allegato, L’autovalutazione del collegio sindacale.

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