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OIC pubblica in consultazione due documenti interpretativi in tema di valutazione di titoli non immobilizzati e rivalutazione dei beni d’impresa

A seguito dei recenti interventi normativi, l’OIC ha posto in consultazione due documenti interpretativi:

 

Documento interpretativo 4: aspetti contabili relativi alla valutazione dei titoli non immobilizzati (D.L. 23 ottobre 2018, n. 119 convertito con L. 17 dicembre 2018, n. 136) e

 Documento interpretativo 5: aspetti contabili della rivalutazione dei beni d’impresa (L. 30 dicembre 2018, n. 145 c.d. legge di bilancio 2019).

 

Documento interpretativo 4

L’articolo 20-quater del Decreto Legge 119/2018 convertito con modificazioni con Legge 17 dicembre 2018 n° 136 prevede che le imprese che non adottano i principi contabili internazionali, possano valutare i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro patrimonio, in base al loro valore di iscrizione, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato, anziché al minor valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato, fatta eccezione per le perdite di carattere durevole. 

Il decreto, di fatto, ricalca le previsioni dell’art. 15 del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, a fronte del quale l’OIC aveva pubblicato il Documento Interpretativo 3 per disciplinarne gli aspetto tecnico contabili. 

L’OIC ha ritenuto opportuno fornire le seguenti precisazioni.

 

 È data facoltà di applicare la norma solo ad alcune categorie di titoli presenti nel portafoglio non immobilizzato (es. titoli diversi di uno stesso emittente) e non considerare quindi la deroga come una scelta di politica contabile da applicarsi a tutti i titoli iscritti nell’attivo circolante. 

 

 La deroga non si applica agli strumenti finanziari derivati ancorché gli stessi possano rientrare nell’attivo circolante. 

 

 La deroga non disattiva l’operazione di copertura contabile del fair value di un titolo dell’attivo circolante, prevista dall’OIC 32 e nemmeno la valutazione al fair value di un titolo ibrido quotato ai sensi del paragrafo 50 dell’OIC 32.

 

 In particolare, si chiarisce che la deroga non disattiva “la valutazione al costo ammortizzato prevista dall’OIC 20 per i titoli dell’attivo circolante. L’OIC 20 al paragrafo 59 prevede che “i titoli non immobilizzati sono valutati in base al minor valore fra il costo ammortizzato, così come determinato ai sensi del paragrafo 60, e il valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato”. Dal momento che l’obiettivo della norma è quello di evitare di rilevare la svalutazione dei titoli derivanti da un andamento negativo dei prezzi di mercato, il valore contabile dell’anno precedente viene preso a riferimento per la continuazione dell’applicazione del costo ammortizzato escludendo la rilevazione di eventuali perdite di valore in deroga al paragrafo 59 dell’OIC 20”.

 

 Restano valide le disposizioni contenute nell’OIC 26 relative alla conversione dei titoli in valuta estera.

 

 Infine, la deroga non si applica ai titoli venduti tra la data di chiusura dell’esercizio e la data e di approvazione del bilancio, in quanto non si è ritenuto corretto l’utilizzo della deroga nei casi in cui il (minor) valore espresso dal mercato dovesse aver assunto certezza, a seguito della sua realizzazione sul mercato entro la data di approvazione del bilancio. 

 

In nota integrativa deve trovare adeguata disclosue il criterio di scelta dei titoli oggetto della deroga, i minori valori non rilevati in bilancio e la motivazione per cui la relativa perdita di valore non è ritenuta permanente.

 

Documento interpretativo 5

L’articolo 1, commi 940–946, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (c.d. legge di bilancio 2019) prevede che i soggetti individuati dalla norma, che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio “possono, anche in deroga all’articolo 2426 del codice civile e ad ogni altra disposizione di legge vigente in materia rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni di cui alla sezione II del capo I della legge 21 novembre 2000, n. 342, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa”. 

 

Il documento interpretativo OIC illustra in modo sistematico i profili contabili contenuti nella legge 145/2018 e nelle normative da essa richiamate e le indicazioni contenute negli OIC applicabili alla legge di rivalutazione 2019, in modo da agevolare gli operatori nell’individuare e applicare le appropriate regole contabili.

 

Oggetto: Possono essere oggetto di rivalutazione i beni di impresa e le partecipazioni di controllo e collegamento, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa. Sono esclusi dalla rivalutazione i beni utilizzati sulla base dei contratti di leasing. La rivalutazione deve essere effettuata con riferimento a tutti i beni appartenenti ad una stessa categoria omogenea.

Contabilizzazione: La società che si avvale della rivalutazione rileva il maggior valore dei beni rivalutati nell’attivo dello stato patrimoniale a fronte dell’iscrizione, in contropartita, del corrispondente saldo in una voce di patrimonio netto. 

Fiscalità: I maggiori valori attribuiti ai beni in sede di rivalutazione sono riconosciuti ai fini fiscali dietro pagamento di un’imposta sostitutiva. L’imposta sostitutiva è portata a riduzione della voce di patrimonio netto cui sono state imputate le rivalutazioni eseguite. 

Nota integrativa: Le società che si avvalgono della legge di rivalutazione annotano nella nota integrativa la rivalutazione effettuata e indicano le modalità adottate per rivalutare i beni ammortizzabili. Le società forniscono inoltre l’informativa in tema di rivalutazioni prevista dai principi contabili OIC 16, OIC 21, OIC 24, OIC 25 e OIC 28.

 

Fino al 6 marzo OIC accoglie i commenti ai due documenti interpretativi, inviati a staffoic@fondazioneoic.it.

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