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Opzione cassa, ok alla deduzione delle spese per emissione di prestiti obbligazionari

Quali sono le modalità di deduzione delle spese per emissione di prestiti obbligazionari? Se ne è occupata recentemente l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 102/E, pubblicata venerdì scorso, rispondendo all’interpello posto da una società.

 Con il documento di prassi, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che soltanto nel caso in cui ci si avvalga della deduzione per cassa (art. 32ex comma 13 del D.L. n. 83/2012) le spese sostenute sono escluse dall’applicazione dell’art. 96 del T.U.I.R. Tale comma prevede che «le spese di emissione delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari di cui all'art. 1 del D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239, primo comma, sono deducibili nell'esercizio in cui sono sostenute indipendentemente dal criterio di imputazione a bilancio».

 L’Agenzia, concordando con la soluzione prospettata dal contribuente, nelle 10 pagine della Risoluzione analizza una complicata operazione di acquisizione/riorganizzazione di gruppo, osservando che «in considerazione della ratio agevolativa della disposizione contenuta nell’art. 32, comma 13, del D.L. n. 83/2012, si ritiene che le spese in esame siano integralmente deducibili nell’esercizio di sostenimento non applicandosi le limitazioni di cui all’art. 96 del T.U.I.R.». Va da sé che, qualora non si eserciti la deduzione per cassa delle spese di emissione delle obbligazioni, esse debbano rientrare nell’ambito applicativo dell’art. 96 del T.U.I.R.

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