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Variazione dei criteri di valutazione del magazzino: la comunicazione all’Agenzia delle Entrate non sostituisce la menzione nella nota integrativa

11 Settembre 2018 |

Cass. civ. 7 settembre 2018, n. 21809

Rimanenze di magazzino

 

A seguito di verifica, l’Agenzia delle Entrate aveva rilevato in capo alla società ricorrente una sottovalutazione delle giacenze finali che non trovava riscontro in una adeguata menzione nella nota integrativa.

Secondo la ricorrente, la mancata indicazione in bilancio della intervenuta svalutazione del valore delle merci sarebbe stata superata dalla successiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 10 comma 6 del T.U.I.R.

 

Tuttavia, nella sentenza n. 21809/2018 la Cassazione precisa che le risultanze del bilancio sono destinate a valere anche ai fini delle determinazioni fiscali a meno che non si dimostri che le stesse contrastano “con i principi di corretta e veritiera rappresentazione della situazione patrimoniale ed economica dell’impresa stabiliti dal codice civile” (Cass. 23 novembre 2011, n. 23608; Cass. 23 luglio 2011, n. 16429) ponendo in specifico rilievo che solo le risultanze del bilancio - ivi compresi i criteri indicati per la valutazione delle merci - debitamente approvato, assumono rilevanza ai fini fiscali.

 

Pertanto, non può ritenersi che la comunicazione, cui fa riferimento la ricorrente, abbia valore al fine della corretta individuazione dei criteri di valutazione delle merci, non essendo stata la stessa preceduta dalla specifica indicazione nel bilancio e nella nota integrativa, debitamente approvati dall'assemblea.

Per questo motivo la ricorrente ha dovuto recuperare a tassazione la sottovalutazione delle giacenze finali benché fosse stata accertata la presenza di merce scaduta.

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