Osservatorio Revisione

Le verifiche periodiche della contabilità: ISA Italia 250 B

Sommario

Introduzione | Pianificazione e decorrenza delle verifiche | La prima verifica periodica | Verifiche nei periodi successivi |

Introduzione

L’art. 14, comma. 1 del d.lgs. n. 39/2010, nell’ambito dell’attività di revisione legale dei conti, oltre a  prevedere che il revisore legale o la società di revisione esprimono, con apposita relazione, un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato, stabilisce espressamente che:

  • sia effettuata nel corso dell’esercizio la verifica della corretta tenuta della contabilità, al fine di controllare il rispetto delle disposizioni normative in materia civilistica e fiscale con riferimento a modalità e tempi di rilevazione delle scritture contabili, di redazione, vidimazione e conservazione dei libri contabili e dei libri sociali obbligatori, nonché di rilevazione dell’esecuzione degli adempimenti fiscali e previdenziali;
  • sia effettuata la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili e quindi, le ordinarie operazioni di gestione in Co.Ge. (es. acquisto, vendita, leasing e finanziamento) siano conformi ai criteri di redazione del bilancio (Codice Civile) integrati dai principi contabili italiani (OIC) oppure ai criteri previsti dai principi contabiliinternazionali (IAS/IFRS) adottati dall’Unione Europea.

In considerazione di quanto sopra indicato, l’obiettivo del presente elaborato sarà quello di soffermare l’attenzione alle sole procedure di verifica periodica della contabilità (c.d. continuos auditing) previste dal principio di revisione SA Italia n. 250 B: la corretta rilevazione dei fatti di gestione, fase prodromica rispetto a quella della verifica periodica, si realizza solo attraverso lo svolgimento delle procedure di revisione legale del bilancio, analizzate da altri principi di revisione.

 

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Pianificazione e decorrenza delle verifiche

Il principio di revisione prevede che è responsabilità del revisore (o sindaco/revisore), in sede di accettazione dell’incarico, pianificare la frequenza delle verifiche periodiche in funzione:

  •   della dimensione, complessità e settore dell’impresa;
  •   della natura, numerosità e frammentazione delle operazioni svolte;
  •   di errori nelle scritture contabili;
  •   della non conformità nell’esecuzione degli adempimenti civilistici e fiscali;
  •   del riscontro in precedenti verifiche di carenze procedurali nella tenuta della contabilità sociale.

Mancando il riferimento normativo alla periodicità delle verifiche (originariamente indicato dall’art. 2409-ter del Cod. Civ. ormai abrogato), si ritiene che queste possano essere effettuate con un intervallo minimo trimestrale, rendendole più ravvicinate nel tempo ogniqualvolta il revisore lo ritenga opportuno (ad es. in ipotesi di squilibri economico finanziari che possano determinare la presenza di perdite del capitale, cambiamenti nella compagine societaria, operazioni straordinarie ecc.).

L’art. 2404 Cod. Civ. nello stabilire che il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni 90 giorni al fine di esercitare la vigilanza, in presenza di sindaci/revisori le riunioni relative alla verifica della regolare tenuta della contabilità possono coincidere con quelle stabilite per il collegio sindacale quale organo che svolge l’attività di vigilanza ex art. 2403 del Cod. Civ.

In tal caso, i sindaci/revisori devono trascrivere nel libro dei verbali del C.S. le risultanze delle verifiche periodiche disciplinate dal principio SA Italia 250B.

 

Nell’ambito della pianificazione, deve essere definita anche la decorrenza delle verifiche:

  • la prima verifica periodica deve generalmente riferirsi ad un periodo che ha inizio dalla data di conferimento dell’incarico, che normalmente corrisponde alla data in cui l’assemblea conferisce l’incarico di revisione legale dei conti;
  •  l’ultima verifica periodica deve essere svolta con riferimento a una data prossima a quella dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio di competenza dell’incarico.

 

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La prima verifica periodica

Pianificata la frequenza delle verifiche periodiche, il revisore, tramite ispezioni o colloqui con la direzione, deve acquisire infomazioni sulle procedure adottate dall’impresa al fine di:

  •   individuare  i libri obbligatori richiesti dalla normativa civilistica, fiscale, previdenziale e da eventuali leggi speciali, rilevanti per la finalità di una regolare tenuta della contabilità (o introdurne di nuovi);
  •  assicurare la regolare vidimazione dei libri obbligatori, qualora richiesta dalla normativa vigente;
  •  assicurare l’osservanza degli adempimenti fiscali e previdenziali.

In caso di primo incarico presso tale società, il revisore deve anche esaminare la documentazione predisposta dal revisore precedente. Tale procedura, resa obbligatoria dal principio ISA Italia n. 260, presuppone il rispetto dello scambio di autorizzazioni tra nuovo revisore, revisore precedente e società revisionata, poiché autorizzando la consultazione delle carte di lavoro il revisore precedente deroga al proprio vincolo di riservatezza.

A tal fine, tra le varie carte di lavoro, il revisore (o sindaco/revisore) può predisporre un foglio di lavoro da utilizzare come memorandum riepilogativo in forma di cheklist all’interno del quale, per ciascun trimestre, si pianificano i controlli da effettuare.

 

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Verifiche nei periodi successivi

Nelle verifiche periodiche successive, anche mediante campionamento statistico, il revisore deve verificare:

  •  esistenza dei libri obbligatori;
  •  regolare tenuta e aggiornamento dei libri obbligatori (numerazione, imposta di bollo, vidimazione, ove e come previsto ai sensi di legge, nonché rispetto della scadenza di aggiornamento);
  •  esecuzione degli adempimenti fiscali e previdenziali, esaminando le relative dichiarazioni e le registrazioni contabili. Si tratta quindi di verificare ad esempio l’effettivo versamento dei mod. F24 (Iva/Ires/Irap/Imu/Tasi/ritenute a titotolo d’acconto ecc.), la loro concordanza con i documenti di supporto (liquidazioni IVA, prospetti paghe, mastrini contabili ecc.), nonché la corretta rilevazione del debito prima e della sua estinzione poi nella contabilità generale;
  •  verificare che siano stati corretti, da parte della direzione, eventuali errori nelle scritture contabili laddove riscontrati durante la verifica periodica del trimestre precedente;
  •  predisporre analisi comparative tenendo in considerazione situazioni contabili di trimestri precedenti.

Qui di seguito, si allegano alcuni esempi di carte di lavoro relative alle verifiche periodiche, tenendo in considerazione quanto indicato Documento applicativo del principio di revisione (SA Italia) 250B,  emanato da Assirevi e CNDC, nel luglio 2015. 

 

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