Osservatorio Revisione

Sottoscrizione della dichiarazione fiscale ai fini della compensazione dei crediti tributari

10 Novembre 2017 | Incarico di revisione ed esecuzione | , Revisore legale dei conti

Sommario

Sottoscrizione della dichiarazione: novità ed efficacia delle nuove disposizioni | Lettera di incarico e tipologia dei controlli | Crediti oggetto di compensazione e momento di svolgimento delle verifiche | Rotazione dell’incarico di revisione | Conclusione dell’incarico | Sanzioni e obbligo di utilizzo dei sistemi telematici |

Sottoscrizione della dichiarazione: novità ed efficacia delle nuove disposizioni

Per la compensazione di crediti di importo superiore a 15.000 euro annui, derivanti da imposte sui redditi e relative addizionali, IRAP, ritenute alla fonte, imposte sostitutive delle imposte sui redditi, l'art. 1, co. 574, della Legge n. 147/2013 (“Legge di Stabilità 2014”) ha introdotto l'obbligo di richiedere l'apposizione del visto di conformità – relativamente alle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito – da parte di un soggetto abilitato (dottore commercialista, esperto contabile o consulente del lavoro) o in alternativa la sottoscrizione della dichiarazione fiscale al soggetto cui è demandata la revisione legale dei conti  ai sensi dell'articolo 2409-bis del Codice Civile (revisore contabile o società di revisione).

Il D.l. n. 50/2017 è intervenuto sull'articolo 1, comma 574, della L. n. 147 del 2013 rideterminando in euro 5.000 (da euro 15.000) il limite oltre il quale viene previsto l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità o la sottoscrizione della dichiarazione per la compensazione dei crediti tributari. Le nuove disposizioni si applicano con riferimento alle dichiarazioni presentate dal 24 aprile 2017.

Il Documento, oltre ad approfondire alcuni aspetti sanzionatori, chiarisce gli aspetti relativi alle fasi di conferimento, espletamento e conclusione dell’incarico da parte della società di revisione.

Lettera di incarico e tipologia dei controlli

Spetta al contribuente individuare il soggetto incaricato per lo svolgimento delle verifiche richieste dalla normativa in esame. L’attribuzione dell’incarico avviene sulla base di una lettera d'incarico, ovvero a seguito di formale accettazione di una proposta di incarico da parte del legale rappresentante del contribuente. L'Allegato A del Documento riporta un esempio di proposta formulata dalla società di revisione.

In merito all’attività del controllo che il revisore è chiamato a svolgere, il Documento richiama quanto chiarito dall’Agenzia delle entrate con Circolare n. 28/E del 25/9/2014; i controlli da svolgere implicano la verifica della regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie ed il riscontro della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili, alla relativa documentazione, nonché il rispetto della normativa fiscale (si tratta delle disposizioni in materia di oneri deducibili e detraibili, di detrazioni e i crediti d'imposta, di scomputo delle ritenute d'acconto, di versamenti d’imposta).

I riscontri non comportano valutazioni di merito, avendo natura di controllo formale in ordine all'ammontare delle componenti positive e negative relative all'attività d'impresa esercitata, rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive, nonché in ordine all'ammontare dei compensi e delle somme corrisposti in qualità di sostituto d'imposta.

Crediti oggetto di compensazione e momento di svolgimento delle verifiche

Il limite di 5.000 euro per la compensazione dei crediti deve essere riferito alle singole tipologie di crediti emergenti dalla dichiarazione, come chiarito dall’Agenzia delle entrate (Circolare N.10/E del 14 maggio 2014). Quanto al momento in cui effettuare la compensazione, non è necessaria la preventiva presentazione della dichiarazione munita del visto di conformità.

 

Rotazione dell’incarico di revisione

Lo svolgimento delle attività di controllo e la sottoscrizione della dichiarazione ai fini della compensazione del credito possono essere richieste al revisore che ha svolto la revisione contabile del bilancio a cui la dichiarazione fiscale si riferisce (“revisore uscente”). Ciò in quanto nei casi di rotazione dell'incarico di revisione il revisore uscente che sottoscrive la relazione di revisione sul bilancio è tenuto a sottoscrivere le dichiarazioni fiscali relative allo stesso periodo d'imposta.

 

Conclusione dell’incarico

Il Documento specifica che, in relazione alla natura dell'incarico, il revisore non emette alcuna relazione. L'incarico è concluso con la sottoscrizione della dichiarazione fiscale. La sottoscrizione della dichiarazione fiscale e l’apposizione del visto di conformità assumono, ai fini della compensazione dei crediti fiscali, la medesima valenza.

La sottoscrizione della dichiarazione fiscale non rappresenta l'espressione di un giudizio di merito del revisore circa la correttezza sostanziale e completezza della dichiarazione fiscale (Documenti di Ricerca ASSIREVI n. 208 e n. 210). Dette valutazioni rimangono di esclusiva competenza e responsabilità del contribuente.

La documentazione a supporto delle verifiche svolte deve essere conservata dalla società di revisione in accordo con gli standard professionali.

L'Allegato B del Documento riporta la lista di controllo delle verifiche formali e dei controlli documentali da svolgere ai fini della sottoscrizione della/e dichiarazione/i fiscale/i.

 

Sanzioni e obbligo di utilizzo dei sistemi telematici

L'infedele attestazione dei controlli comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da 258 a 2.582 euro. Con riferimento al contribuente, pur in presenza di crediti esistenti, l'Amministrazione Finanziaria potrà applicare la sanzione di cui all'art. 13, comma 1, del D.Lgs. 471/97, prevista in caso di omesso versamento, pari al 30% del credito indebitamente utilizzato in compensazione, qualora sia assente l'attestazione richiesta.

Con le novità introdotte dal D.l. n. 50/2017 l'utilizzo in compensazione dei crediti in violazione dell'obbligo di apposizione del visto di conformità o della sottoscrizione sulle dichiarazioni da cui emergono ne comporta il recupero a mezzo di un "atto di contestazione" (disciplinato dall'articolo 1, comma 421, della L. n. 311 del 2004) con relativi interessi e sanzioni.

Il D.l. n. 50/2017 ha integrato altresì l'articolo 1, comma 422, della Legge n. 311 del 2004, prevedendo che le somme dovute a seguito dell'atto di contestazione non possano essere corrisposte tramite compensazione.

Il D.l. n. 50/2017 ha modificato anche l'articolo 37, comma 49-bis, del D.l. n. 223 del 2006, prevedendo, per i soggetti titolari di partita IVA, l'obbligo di utilizzare i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate qualora essi intendano compensare, per qualsiasi importo, crediti IVA (annuali o relativi a periodi inferiori), ovvero crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all'imposta regionale sulle attività produttive e i crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

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