Bussola

Impairment test

06 Dicembre 2017 |

Sommario

Il valore recuperabile | Alcuni aspetti importanti | La procedura semplificata prevista dall'OIC 9 | Riferimenti |

 

Per comprendere cosa si intenda per valore recuperabile, ci si può rifare all'OIC 9, che, prendendo a prestito la locuzione dello IAS 36, al paragrafo 5 definisce che il “valore recuperabile di un'attività o di un'unità generatrice di flussi di cassa è il maggiore tra il suo valore d'uso e il suo fair value, al netto dei costi di vendita..”. Lo IAS 36 riconosce il “Fair value less cost to sell” come quel valore, nettato dei costi di vendita, quali le spese legali o le imposte che si generano per la transazione, che emerge da: -        un'offerta di acquisto (caso ottimale); -        la valutazione derivante da un mercato attivo di riferimento; -        la transizione di beni similari, determinando il prezzo lordo in base alle migliori informazioni possibili. Tali criteri hanno caratteri gerarchici, per cui l'impresa deve preferire il primo metodo, laddove possibile, poi il secondo e, solo in ultima istanza, il terzo. È ovvio, però, che con riferimento agli intangibles, risulta molto difficile la possibilità di avere un mercato attivo di riferimento. Più complessa è, invece, la valutazione riguardo al valore d'uso, che viene definito come “il valore attuale dei flussi di cassa attesi da un'attività o da un'unità generatrice di flussi di cassa (CGU)”.     IN EVIDENZA Il valor...

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