Bussola

Riduzione del capitale sociale per perdite

Sommario

Inquadramento | Nozione di perdita del capitale | La perdita che non eccede il terzo del capitale sociale | Riduzione facoltativa ai sensi dell’art. 2446, comma 1, c.c. | Riduzione (differita) obbligatoria ai sensi dell’art. 2446, comma 2, c.c. | (Segue) Disciplina speciale per s.p.a. start-up innovative e PMI innovative, s.p.a. in stato di crisi, banche e intermediari finanziari | Riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale ai sensi dell’art. 2447 c.c. | (Segue) Disciplina speciale per start-up innovative e PMI innovative e s.p.a. in stato di crisi. | Riferimenti |

 

La riduzione del capitale sociale per perdite (o, altrimenti, definita, nominale) consiste nell’adeguare la cifra del capitale sociale nominale all’attuale minor valore del capitale reale (G. Campobasso, Diritto commerciale, II, Diritto delle società, Torino, 2015, 517; V. Buonocore, Istituzioni di diritto commerciale, Torino, 2004, 216; F. Di Sabato, Manuale delle società, Torino, 2003, 396). La riduzione nominale non comporta alcun rimborso ai soci, ma costituisce la presa d’atto che le perdite hanno non solo prosciugato le eventuali riserve esposte in bilancio, ma anche ridotto il patrimonio (e più esattamente il netto patrimoniale) ad un valore inferiore al capitale (F. Ferrara-F. Corsi, Gli imprenditori e le società, Milano, 2011, 676).   Il meccanismo legale di cui agli artt. 2446 e 2447 c.c. è finalizzato a rappresentare la reale situazione patrimoniale della società, garantendo l’effettiva corrispondenza tra capitale reale e nominale affinché i terzi non facciano affidamento su un capitale (nominale) che, nella realtà, risulta inferiore. Diversamente dalla riduzione reale del capitale sociale ai sensi dell’art. 2445 c.c., i creditori non hanno alcuna facoltà di opposizione perché la riduzione del capitale per perdite si estrinseca in una mera operazione contabile che n...

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