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Gestione finanziaria del Comune: rendiconto illegittimo in caso di ritardo dell'organo di revisione

 

Il significativo ritardo con cui venga messa a disposizione dei consiglieri la relazione dell’organo di revisione (nella fattispecie, solo due giorni prima della seduta consiliare invece dei venti previsti) arreca un danno alle prerogative consigliari, impedendo una deliberazione consapevole. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 3814/2018.

 

In particolare, ai sensi dell’art. 227, comma 2, T.U.E.L., “il rendiconto è deliberato dall'organo consiliare dell'ente entro il 30 aprile dell'anno successivo, tenuto motivatamente conto della relazione dell'organo di revisione. La proposta è messa a disposizione dei componenti dell'organo consiliare prima dell'inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento”.

 

Il fatto che i consiglieri abbiano ricevuto la relazione dell'organo di revisione soltanto due giorni prima della seduta, arreca un vulnus alle prerogative. A maggior ragione - conclude il Consiglio di Stato - in considerazione del ruolo anche sostanziale assegnato alla relazione dell’organo di revisione, che contiene, fra l’altro, “rilievi proposte per migliorare l’efficienza e l’economicità della gestione”. Deve escludersi, quindi, che si tratti di una violazione meramente procedimentale o di una forma di irregolarità inidonea a determinare l’invalidità della delibera di approvazione. La violazione è, al contrario, sostanziale e determina l’illegittimità della delibera consiliare.

 

 

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