Bussola

Principio di prudenza

02 Novembre 2017 |

Sommario

Inquadramento | Principio di Prudenza: “utili solo se realizzati” | Principio di Prudenza: “perdite anche se temute” | Alcuni esempi pratici del principio di prudenza | Riferimenti |

 

Il principio cardine che regola l'informativa contabile delle imprese è disciplinato dall'art. 2423 c.c. Tale articolo dispone che gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio “..con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società..”.   Il bilancio di esercizio, tuttavia, deve sottostare anche ad altri postulati che non devono derogare né ledere tale principio generale, bensì ampliarlo, migliorando l'informativa che possa essere data al mercato.   Tra questi postulati, il principio di prudenza viene introdotto formalmente dal primo comma, numero 1), dell'art. 2423 bis c.c., che dispone "la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza..", e dal paragrafo 13 del principio contabile OIC 11, ora in bozza di consultazione fino al prossimo 13 novembre.   Secondo tale postulato, gli amministratori devono indicare in bilancio i ricavi, solo se realizzati, e i costi, anche se non ancora realizzati ma solamente temuti, delineando un effetto asimmetrico nella contabilizzazione dei componenti economici, facendo prevalere l'aspetto della prudenza rispetto a quello della competenza.   Va, inoltre, evidenziato, come, ai fini della corretta applicazione di tale principio, gli elementi eterogenei co...

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